Museo di Storia Naturale e Palazzo Medici Riccardi
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Brevi vite di eminenti fiorentini
Gli uomini (e gli scienziati) che nella prima metà dell’800
fecero di Firenze la capitale intellettuale d’Italia

 

Leopoldo II di Lorena         
Firenze 1797 – Roma 1870


Secondogenito del granduca Ferdinando III (1769-1824), seguì il padre in Germania quando la Toscana fu occupata dalle truppe napoleoniche. Nel 1814 rientrò a Firenze e nel 1824 succedette al padre continuandone la politica e intraprendendo vaste opere di pubblica utilità da sovrano illuminato, amato dal popolo che lo chiamava familiarmente Canapone.
Nel 1828 avviò i lavori di bonifica della Maremma, poi ampliò la rete stradale della Toscana, sostenne la costruzione di linee ferroviarie e cercò di rilanciare l'industria siderurgica e le manifatture. Favorì lo svolgimento dei Congressi degli scienziati italiani di Pisa (1839) e di Firenze (1841); inaugurò la Tribuna di Galileo e ne fece ripubblicare le opere.
La sua politica liberale lo condusse a riformare la legge sulla libertà di stampa e a concedere nel 1847 la Costituzione, ma ebbe una brusca svolta in coincidenza con i moti rivoluzionari che percorsero l'Italia nel 1848.
Nel 1849 Leopoldo II abolì la Costituzione e seguì pedissequamente la politica di Vienna. Nel 1852 giunse a ristabilire la pena di morte per gli attentati contro il governo e la religione. Nel 1859, allo scoppiare della Seconda Guerra d'Indipendenza, una rivoluzione pacifica lo costrinse ad abdicare e all’esilio in Austria. Morì a Roma, dove si era recato nel 1869.

 

Cosimo Ridolfi          
Firenze 1794 - 1865

Di nobile famiglia fiorentina, fu uomo politico, filantropo e agronomo. Nella sua tenuta di Meleto (Castelfiorentino), fondò il primo istituto agrario d'Italia. In agricoltura promosse numerose innovazioni e rivestì anche importanti cariche di governo.
Nel 1827, con Giovan Pietro Vieusseux e Raffaello Lambruschini, dette vita al Giornale agrario toscano. Nel 1829 fu tra i fondatori della Cassa di Risparmio di Firenze.
Professore di agraria a Pisa, diresse l'Accademia dei Georgofili di Firenze dal 1842 al 1865. Verso la fine del 1859 affidò agli scolopi Filippo Cecchi e Giovanni Antonelli l'incarico di realizzare due grandi strumenti meteorologici (un barometro e un termometro) da installare a Firenze per uso pubblico nella Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria.
Ridolfi esercitò anche un'attiva vita politica ed ebbe un ruolo importante nell'unificazione della Toscana al Regno di Sardegna. Dopo l'Unità d'Italia (1860) fu Ministro nazionale dell'educazione e Senatore.




Giovan Pietro Vieusseux
Oneglia, 28 settembre 1779 – Firenze, 28 aprile 1863

Arrivò a Firenze nel 1819 quando aveva 40 anni, dopo aver viaggiato e commerciato molto. Introdottosi negli ambienti della cultura locale, aprì un Gabinetto di lettura (il Gabinetto Vieusseux) dando a tutti la comodità di trovare anche libri di cui le biblioteche pubbliche erano prive, gazzette e riviste di scienza e di politica.
Uomo d'azione più che letterato, sapeva tessere relazioni solide tra intellettuali di varia estrazione e orientamento al fine di una collaborazione comune.
Con Piero Capponi promosse l'Antologia, poi soppressa dalla censura, su cui scrissero anche Giuseppe Mazzini, Antonio Colletta e Niccolò Tommaseo.
Vieusseux fu anche stampatore e direttore delle imprese editoriali nelle quali si lanciava e, grazie anche ai suoi sforzi, Firenze divenne in pochi anni la capitale intellettuale della Penisola. Dopo vari tentativi infruttuosi, creò l'Archivio Storico Italiano di cui fu direttore ed editore dalla fondazione (1842) fino al 1863, anno della morte. Tra il 1842 e il 1854, sotto la sua guida, si stampò la prima serie della rivista, seguita da una seconda serie tra il 1855 e il 1863.

 

Leopoldo Nobili           
Trassilico (Garfagnana) 1784 - Firenze 1835

Dopo aver studiato all'Accademia militare di Modena e aver partecipato alla campagna napoleonica di Russia, si dedicò completamente allo studio della fisica e in particolare dei fenomeni elettrici.
Concepì il galvanometro astatico e alcuni dei primi apparecchi relativi all'induzione. Si occupò di termoelettricità con Macedonio Melloni (1798-1854) e anche di elettrofisiologia.
Chiamato a Firenze dal Granduca di Toscana Leopoldo II, insegnò per qualche anno al Museo di Fisica e Storia Naturale.
In virtù della sua straordinaria attività di ricercatore è comunemente considerato uno dei più importanti pionieri italiani nel campo dell'elettromagnetismo.



Vincenzo Antinori       
Firenze 1792 - 1865

Direttore del Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze dal 1829 al 1859, fu con Ridolfi tra i promotori dei Congressi degli scienziati italiani, il primo dei quali a Pisa (1839), il terzo Firenze (1841), il quinto a Lucca (1845).
Chiamò nel capoluogo toscano Giovanni Battista Amici per insegnare astronomia, e Leopoldo Nobili per l'insegnamento della fisica; con quest'ultimo compì alcuni esperimenti sull'elettromagnetismo.
Nel 1839 organizzò l'Archivio meteorologico italiano, destinato a presentare in maniera ordinata tutte le osservazioni atmosferiche fatte fino ad allora.
Membro dell'Accademia della Crusca, scrisse numerose voci scientifiche per il vocabolario. Dedicò importanti lavori storici all'eredità galileiana.


Jean Louis Pons           
Peyre (Francia) 1761 – Firenze 1831

Astronomo celeberrimo, nel 1824 fu nominato dal Granduca di Toscana Leopoldo II direttore dell'osservatorio della Specola. Incarico che ricoprì fino alla morte sei anni più tardi.
Nato in una famiglia di poveri montanari, era entrato come custode nell'Osservatorio di Marsiglia nel 1789. Qui apprese le prime nozioni di astronomia e cominciò rapidamente a compiere osservazioni che lo portarono a scoprire nuovi corpi celesti, soprattutto comete (ben 37 tra il 1801 e il 1827) grazie a una speciale memoria visiva.
Per questi meriti fu nominato astronomo aggiunto e, in seguito, vicedirettore. Nel 1819 fu chiamato a Lucca dalla Duchessa Maria Luisa di Borbone a dirigere la Specola di Marlia, per poi approdare a Firenze.

 

 

Giovan Battista Amici       
Modena 1786 – Firenze 1863

Nel 1807 si diplomò ingegnere-architetto all'Università di Bologna, dove in seguito insegnò geometria, algebra e trigonometria sferica.
Si occupò soprattutto di ottica e di astronomia, ma anche di scienze naturali. Dal 1825 si dedicò alla costruzione di raffinati strumenti ottici e realizzò, in particolare, numerosi microscopi e telescopi di altissima qualità.
Chiamato a Firenze dal granduca Leopoldo II, fu nominato direttore dell'Osservatorio astronomico La Specola.
Infine, nel 1859, gli fu affidato l'incarico delle osservazioni microscopiche nel Museo di Fisica e Storia Naturale.

 

 

 

Raffaello Lambruschini    
Genova 1788 – Firenze 1873

Fra i più illustri Georgofili, l'abate di San Cerbone fu fedele propugnatore del ‘rinnovamento spirituale, culturale e civile del popolo toscano’, al quale dedicò tutto il suo impegno nel campo
dell'istruzione e dell'educazione.
Con Cosimo Ridolfi, Luigi Serristori, Girolamo de' Bardi e altri Georgofili, operò attivamente per la costituzione a Firenze delle scuole di reciproco insegnamento. Oltre all'istituto di Meleto voluto da Ridolfi, fondò a San Cerbone anche una scuola teorico-pratica di agricoltura. Fautore del libero commercio, fu molto attivo nel miglioramento dello stato dell'agricoltura e dell'economia della Toscana, favorendo anche la costituzione delle casse di risparmio.
Sul fronte dei rinnovamenti in agricoltura, significative le sue sperimentazioni relative all'allevamento del baco da seta e i suoi studi sull'adattamento dell'aratro alla tipicità del territorio toscano. Note le sue ricerche sull'orecchio del coltro, che gli valsero anche una medaglia d'oro. Con Ridolfi, Vieusseux e altri fondò nel 1827 il Giornale Agrario Toscano.



Giuseppe Gazzeri        
Firenze 1771 - 1847

Laureato in legge all'Università di Pisa, preferì all’attività forense lo studio delle scienze naturali e nel 1807 ottenne la cattedra di chimica del Liceo di Scienze di Firenze.
Durante il governo napoleonico compì varie ricerche di chimica farmaceutica e applicata adoperandosi per lo sviluppo industriale del paese.
Dopo la Restaurazione ottenne dal Granduca di Toscana la cattedra di chimica alla Scuola di farmacia dell'Ospedale di S. Maria Nuova (Firenze), dove insegnò per quasi 40 anni.
In questo periodo dette alle stampe il Compendio d'un trattato elementare di chimica (1819), opera in cento lezioni chiaramente influenzata dalle moderne teorie dei chimici francesi.
Nel 1822, nominato Commissario generale della Magona e Miniere della Toscana, promosse lo sfruttamento dei terreni boraciferi nella zona di Larderello. Si occupò anche di chimica agraria, con numerose pubblicazioni scientifiche per l'Accademia dei Georgofili.


Lorenzo Turchini            
Firenze 1793 – 1860

Socio dell’Accademia dei Georgofili, specialista di meccanica, fu uno dei più raffinati costruttori di strumenti scientifici, di giocattoli animati da meccanismi interni e di macchine per usi civili e agricoli.
Cieco dal 1832, al terzo Congresso degli Scienziati Italiani svoltosi a Firenze nel 1841 presentò la Telotipografia-elettro-magnetica, una macchina in grado di scrivere, leggere e stampare su nastro.
Si trattava, in altre parole, del primo esemplare di telescrivente, conosciuto come ‘telegrafo a quadrante Turchini’ e oggi custodito al Museo di Storia della Scienza.

 

 

 

 

Tito Gonnella           
Livorno 1794 - 1867

Fisico e matematico, nel 1829 fu chiamato a insegnare matematica e meccanica all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
E proprio a Firenze, nel 1841, fu uno dei protagonisti del Terzo Congresso degli Scienziati Italiani, dove presentò alcuni perfezionamenti del telescopio newtoniano.
Sempre a Firenze intrattenne rapporti col Museo di Fisica e Storia Naturale, al quale prestò la propria consulenza per il restauro di alcuni strumenti.
Nel 1825 pubblicò i dati di una sua importante invenzione. Si trattava del Planimetro, una macchina per calcolare l’area di una figura piana irregolare disegnata in scala, oggi molto usato in tutte le applicazioni tecnico scientifiche.
Nel 1851, all'Esposizione Universale di Londra il Planimetro fu il solo strumento scientifico italiano a ricevere la massima onorificenza.

 

 

Francesco Giacomo de Larderel   
Vienna 1790 – Firenze 1858

Ingegnere e imprenditore francese. Trasferitosi in Toscana nel 1799, promosse lo sfruttamento industriale dei soffioni boraciferi nell’area del comune di  Pomarance (Pisa) oggi nota come Larderello.
Grazie a continue innovazioni, l’impresa si sviluppò notevolmente con importanti ricadute economiche sulla popolazione. Larderel stesso costituì in breve tempo un ingente patrimonio. Per questi meriti il granduca Leopoldo II lo premiò con il titolo nobiliare di conte di Montecerboli
(sede dello stabilimento originario del 1818) e in suo onore nel 1846 mutò appunto in Larderello il nome della località.
Nel 1873 a Firenze, la nipote Bianca Enrichetta de Larderel sposò Vittorio Emanuele Guerrieri di Mirafiori, figlio naturale del re Vittorio Emanuele II di Savoia.

 


Antonio Meucci             
Firenze 1808 - Long Island (Stati Uniti) 1889

Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, studiò fin da giovane i fenomeni elettrici. Dopo i moti rivoluzionari del 1833 si rifugiò in America e lavorò a Cuba come macchinista teatrale e proprio in teatro, nel 1849, scoprì la trasmissione della voce umana per via elettrica durante un trattamento di elettroterapia.
Stabilitosi nel 1850 a New York, aprì una piccola fabbrica di candele steariche (la prima del genere in America), nella quale lavorò anche Giuseppe Garibaldi, allora esule negli Stati Uniti.
Nel 1854 riuscì a realizzare un primo rudimentale apparecchio telefonico stabilendo un collegamento con la propria abitazione. Nel 1859, ottenne un telefono quasi perfetto insieme agli elementi essenziali del sistema telefonico.
Nonostante le crescenti difficoltà finanziarie, nel 1871 riuscì a depositare un brevetto provvisorio, ma tre anni dopo non poté rinnovarlo per mancanza di danaro. Nel 1876 l’americano Alexander Graham Bell brevettò un apparecchio telefonico analogo, che dopo pochi anni ottenne uno straordinario successo commerciale.


Filippo Pacini           
Pistoia 1812 - Firenze 1883

Formatosi alla Scuola medico-chirurgica pistoiese, nel 1835, quando era ancora studente presentò alla Società Medico-Fisica Fiorentina un'importante relazione in cui illustrava la scoperta dei corpuscoli dei nervi digitali, che oggi portano il suo nome.
Fece studi di istologia e ricerche sulla patologia del colera. Vide e disegnò per primo il vibrione che nel 1884 fu descritto da Robert Koch come agente patogeno del colera. Dal 1847 fu professore di anatomia e istologia all'Istituto di Studi Superiori di Firenze.
Studiò anche la fisiologia dell'apparato muscolare e in funzione delle proprie ricerche perfezionò il microscopio.

 

 

 

Giovanni Caselli            
Siena 1815 - Firenze 1891

Dal 1841 al 1849 fu a Modena come precettore. Accumulò così il denaro che gli servì per condurre le esperienze sul pantelegrafo, che ebbero inizio nel 1855 e si conclusero a Parigi.
Grazie all'appoggio di Napoleone III, che lo insignì anche della Legion d'Onore, poté disporre, per ulteriori prove e collaudi, dell'intera rete francese. La prima invenzione fu brevettata nel 1861. Nel 1865 il pantelegrafo iniziò il proprio servizio fra Parigi e Lione, ma fu costretto ad interromperlo nel 1870, in seguito alla disfatta francese a Sedan.
Il pantelegrafo funzionò anche tra Londra e Liverpool, ma il servizio pubblico preventivato non fu mai realizzato a causa della crisi inglese del 1864. Anche la Russia si interessò al pantelegrafo, utilizzandolo per scambi di messaggi tra le due residenze imperiali di San Pietroburgo e Mosca.

 

 

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